La scienza ha già spiegato tutto?

Ed ora rilassatevi,chiudete gli occhi,aprite la mente e lasciate volare liberi i vostri pensieri,le vostre riflessioni filosofiche...

cosa pensa Ape?

Messaggioda tiziano il 14/03/2012, 18:17

Non credo che Ape pensasse alla scienza come realtà costitutiva del mondo, ma quel che lui pensa lo potrà spiegare meglio lui.
Io credo che ponga l'eterna domanda del senso della vita e che, ponendola nel contesto di ciò che ci va dicendo la conoscenza scientifica, si preso dallo sconforto delle sue implicazioni esistenziali ed etiche. Insomma, par dire: temo che la vita un senso non ce l'abbia.
Il punto è che nell'epoca moderna la scienza, ma non solo la scienza, ci rappresentano un mondo sdivinizzato e disincantato privo di spiegazioni trascendentali che in qualche modo giustifichino la nostra avventura terrena. Personalmente non ho nostalgie per l'incanto, anche se ammetto che può essere affascinante per le hegeliane coscienze infelici; però so che è anche terribile, perché il mondo incantato è anche piene di presenze paurose e dolore (nel bosco, si sa, c'è anche il lupo cattivo). Sono epicureo e serenamente leopardiano, o - per dirla con Freud - penso che se l'uomo non può essere felice, però si prova ad essere meno infelice. Perciò il senso della vita è per me: provare a vivere, vivere bene, vivere meglio e......alla fine: morire, morire bene, morire meglio. Amen. Ovviamente ancora una volta dirò che ognuno è libero di fare le sue scelte; c'è chi pensa di vivere bene pregando un dio, chi gozzovigliando, chi facendosi del male, chi facendo del male agli altri (accidenti! ecco un problema: a questi qui la libertà gliela lasciamo?), ecc.

Son d'accordo con Wolfhowl: mica è necessario avere un credo; anzi credo che non bisogna averne, siccome ogni credo è una prigione intellettuale e morale. Però è necessario, o meglio non si può fare a meno di avere credenze, rappresentazioni del mondo, disposizioni verso la realtà: sono la nostra mappa per la vita. E di quelle bisogna discutere, perché sarà pur vero (ma per me non è vero) che ci sono solo interpretazioni, ma ce ne sono di migliori, peggiori, fallaci, pericolose, ecc. Altrimenti l'hegeliana coscienza infelice vive nell'hegeliana notte in cui tutte le vacche sono bige (o grige? non mi ricordo)
tiziano
 
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In attesa di Ape...

Messaggioda wolfhowl il 14/03/2012, 19:30

In attesa della risposta di Ape...
Per Tiziano: anch'io credo che la vita un senso non ce l'abbia e su questo siamo riusciti ad essere daccordo, almeno per una volta. Ma posto questo, non essendoci cioè un senso, non essendoci il Bene (come valore), non essendoci la Verità, se il mondo si rivela non-senso, a che cosa ci si può appellare per vietare certe azioni, per vietare certe interpretazioni, per decidere quale interpretazione è migliore/peggiore? Chi dice che sia necessario discutere (questo mi sembra un tentativo di imporre il logos occidentale) e che dalla discussione possa emergere la verità, sia pure in modo parziale, imperfetto? E qui chiamerei in causa Nietzsche che riporto un po' a spanne perchè non ho il testo sottomano: crollata l'idea che Dio è la Verità e la Verità è divina sorge un'altro problema: perchè la verità? In tutte le vecchie filosofie non era mai stato lecito alla verità divenire problema, a partire dal momento in cui la fede nel Dio dell'ideale ascetico viene negata, "si crea anche un nuovo problema": quello del "valore" della verità. (se volete capire meglio il discorso vi rimando alla Genealogia della Morale, ultime pagine)
Decretare la nullificazione di ogni valore significa anche dire che non c'è più nessun imperativo morale che induca a voler quel valore (sia esso la verità o il bene). Non ha più senso cercare la verità e il bene, lo si comprende?
Quindi concordo che non si possa fare a meno delle credenze, come non è possibile uscire dalla Metafisica; ma ci si può "stare" in modo differente, con una differente discposizione d'animo, secondo quella "filosofia del mattino" annunciata da Nietzsche (mi rendo conto che sia difficile, forse impossibile). Sicuramente non bisogna obbligatoriamente discutere di queste credenze, questo no!
Ciò naturalmente solo se esistono solo interpretazioni, e questo rimanda all'altra discussione...
wolfhowl
 
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infettazione?

Messaggioda tiziano il 17/03/2012, 23:39

Ah! Sento odore di Stirner: se nulla è vero, tutto è permesso.....
Bè, contesto che nulla sia vero.....contesto che se nulla fosse vero sarebbe tutto permesso (da chi? a chi?). Tra Raskolnikov e Porfirji io sto dalla parte di Porfirji. E la pianto qui, perché non posso fare una filippica soltanto supponendo pensieri altrui... :?

Torno un momento su quel che ha scritto Ape: la realtà asettica della scienza, che credo volesse piuttosto dire: la rappresentazione asettica della realtà che è propria della conoscenza scientifica (anzi: direi che dovremmo proprio distinguere tra scienza e conoscenza scientifica cioè tra una disposizione cognitiva sorta nella lotta di liberazione dagli idola e le varie discipline scientifiche). Perché "asettica"? Ovviamente si tratta di una metafora, ma dev'essere interpretata. Per caso preferite una rappresentazione "infettata"? E infettata da che?
Scommetto che rispondereste: infettata di umanità.
Attendo di vedere se vinco la scommessa......(ma siate onesti..... :) )
tiziano
 
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tiziano e wolfhowl forever

Messaggioda alessandra il 21/03/2012, 13:35

Ciao di nuovo a tutti voi!
Ogni volta che leggo questo forum mi succede una cosa assai curiosa:Leggo le opinioni di TYiziano e wolfhowl,capisco che divergono e c'è 1 dibattito in corso ma io sono sempre d accordo con entrambi. COME CAVOLO è POSSIBILE? sono cosi autocontraddittoria? non ho le idee kiare? o forse tutto cio fa parte del gioco del ragionamento filosofico e della dialettica,per cui anche se partite da 2 linee divergenti ,le vostre confutazioni reciproche sono sempre costruttive e alla fine vi venite sempre incontro.
la SCIENZA secondo me è un interpretazione come dice tiziano,e per di piu non è decisa una volta per tutte,è un interpretazione MOMENTANEA della realta( vedete come la pensa kunn), non c'e esperimento che non sia carico di teoria(anke metafisica) e ( vedete cio ke dicono quine e feyerabend) e il successo di una teoria sta forse come dice popper non nella sua conferma ma nel fatto che non è ancora stata falsificata. TUTTavia queste sue caratteristiche non sono la sua debolezza ma secondo me la sua piu grande forza.

PS: caro tiziano complimenti ancora per quel tuo libro ke tu mi facesti leggere,ti avevo ringraziato nel forum di " cosa fare della filosofia" ma suppongo che non tu nonabbia letto.NON riepilogo cio ke mi è piaciuto perkè èancora scritto lì ma ti faccio gli auguri per la tua prossima opera :D
alessandra
 
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così dev'essere

Messaggioda tiziano il 21/03/2012, 23:36

Cara Alessandra, innanzi tutto ti ringrazio per i complimenti che mi fai e anche per essere stata una attenta lettrice, che ha capito bene lo spirito del mio testo. Almeno posso dire di avere avuto una lettrice :)
Hai anche capito la dialettica tra me e Wolfhowl, perché quando conversiamo noi due siamo come barche a vela in regata, che a volte convergono e a volte divergono. Però mi piacerebbe che le barche in regata fossero molte di più :(
tiziano
 
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Re: La scienza ha già spiegato tutto?

Messaggioda alessandra il 22/03/2012, 14:19

BE,cerca di avere pazienza... CI sono barche che vanno in regata al primo colpo ,altre che hanno bisogno di piu tempo per entrare in empatia,e questo forum è un buon allenamento PS=Quando ti accorgi che qualcuno (inklusa me)non ti capisce,o ti risponde con argomenti che non c entrano nulla,tu non t arrendere,insisti ancora di piu..e pensa che tu sei un prof con tanta esperienza di studii e noi no quindi ti tocca sopportarci :lol:
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chi sopporta chi?

Messaggioda tiziano il 26/03/2012, 23:13

Cara Alessandra, piuttosto è il contrario: siete voi a dover sopportare me.......
Che poi io non sono un professore, il sono il professore, infatti tutti mi chiamano così, anche gli amici. I casi son due: o sono un saccente o c'ho la vis pedagogica :shock:
Comunque ai miei alunni mi presento così: prof rincoglionito, presuntuoso, ottuso, tignoso; appena mi conoscono pensano che sia scemo, poi si accorgono che sono veramente così ma che è una trappola :lol:

ciao
tiziano
 
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Re: La scienza ha già spiegato tutto?

Messaggioda Ape il 31/03/2012, 0:47

In concreto volevo intendere: la scienza descrive la realtà escludendo tutto ciò che non può essere dimostrato. E qui ci si potrebbe fermare. Però io volevo sapere se è folle e da ignoranti fare ipotesi non scientifiche della nostra esistenza, oppure la scienza non può che fermarsi ad un certo punto (per esempio spiegare la nascita dell'universo dal nulla) ?
Ape
 
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di ciò di cui non si può parlare bisogna tacere?

Messaggioda tiziano il 31/03/2012, 16:42

Credo che tu abbia troppo fiducia nella conoscenza scientifica......come me, del resto, tuttavia io coltivo semre un sano scetticismo.
Il problema lo porrei così: forse è una leggenda ma pare che ci fu un diverbio tra l'irascibile Wittgenstein e Popper, dovuto al fatto che sarcasticamente Popper commentò la chiusa del Tractatus: "di ciò ci cui non si può parlare bisogna tacere" con "Ma è proprio di ciò di cui non si può parlare che ci interessa parlare"; ovvero sarebbe saggio non farci domande a cui non c'è risposta, ma son proprio le risposte che ci interessano. La scienza non ha risposte, poiché ha scelto una serie di indicatori di verità che restringono il suo ambito gnoseologico, al massimo può aiutarci a ipotizzare le risposte, limitando le domande.
Comunque non è folle e non è da ignoranti avere credenze sul mondo e sul di là del mondo, l'importante è non farci travolgere dalle credenze. Magari Leopardi le chiamerebbe illusioni, destinate a svanire all'apparir del vero, ma Wolfhowl replicherebbe che il vero non è vero (io invece, in disaccordo con lui, direi che tutto è finto e niente è falso ;) )
Le teorie scientifiche sono credenze ben formate. Se si verifica una eclissi solare puoi credere alla fine del mondo o ad un fenomeno astronomico, quindi puoi anche optare per la fine del mondo ma dovrai esibire l'elenco dei tuoi indicatori di verità. Se mi rispondessi che è la fine del mondo perché lo dici te o perché dio è adirato, io ti manderei a quel paese.....alla fine del mondo, qualcun altro magari ti crederebbe.
tiziano
 
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