Non credo che Ape pensasse alla scienza come realtà costitutiva del mondo, ma quel che lui pensa lo potrà spiegare meglio lui.
Io credo che ponga l'eterna domanda del senso della vita e che, ponendola nel contesto di ciò che ci va dicendo la conoscenza scientifica, si preso dallo sconforto delle sue implicazioni esistenziali ed etiche. Insomma, par dire: temo che la vita un senso non ce l'abbia.
Il punto è che nell'epoca moderna la scienza, ma non solo la scienza, ci rappresentano un mondo sdivinizzato e disincantato privo di spiegazioni trascendentali che in qualche modo giustifichino la nostra avventura terrena. Personalmente non ho nostalgie per l'incanto, anche se ammetto che può essere affascinante per le hegeliane coscienze infelici; però so che è anche terribile, perché il mondo incantato è anche piene di presenze paurose e dolore (nel bosco, si sa, c'è anche il lupo cattivo). Sono epicureo e serenamente leopardiano, o - per dirla con Freud - penso che se l'uomo non può essere felice, però si prova ad essere meno infelice. Perciò il senso della vita è per me: provare a vivere, vivere bene, vivere meglio e......alla fine: morire, morire bene, morire meglio. Amen. Ovviamente ancora una volta dirò che ognuno è libero di fare le sue scelte; c'è chi pensa di vivere bene pregando un dio, chi gozzovigliando, chi facendosi del male, chi facendo del male agli altri (accidenti! ecco un problema: a questi qui la libertà gliela lasciamo?), ecc.
Son d'accordo con Wolfhowl: mica è necessario avere un credo; anzi credo che non bisogna averne, siccome ogni credo è una prigione intellettuale e morale. Però è necessario, o meglio non si può fare a meno di avere credenze, rappresentazioni del mondo, disposizioni verso la realtà: sono la nostra mappa per la vita. E di quelle bisogna discutere, perché sarà pur vero (ma per me non è vero) che ci sono solo interpretazioni, ma ce ne sono di migliori, peggiori, fallaci, pericolose, ecc. Altrimenti l'hegeliana coscienza infelice vive nell'hegeliana notte in cui tutte le vacche sono bige (o grige? non mi ricordo)

