Fragmenta IV

Ed ora rilassatevi,chiudete gli occhi,aprite la mente e lasciate volare liberi i vostri pensieri,le vostre riflessioni filosofiche...

Fragmenta IV

Messaggioda tiziano il 31/10/2019, 7:19

Due tra i libri che prediligo sono: Saggi scettici di Bertrand Russell e Vita di Galileo di Bertolt Brecht, ambedue perché trattano della ragione umana, della sua forza e – a parer mio - della sua debolezza, nonché, ovviamente, dei suoi nemici.
Nella III scena della Vita, dove c’è un drammatico colloquio tra Galileo e Sagredo proprio sulla ragione, sulla irragionevolezza o meno degli umani e sull’opportunità di non essere ragionevoli, Galileo infine afferma: “io credo alla dolce violenza che la ragione usa agli uomini. A lungo andare non le sanno resistere.” Nei Saggi Russel scrive: “La forza della ragione potrà essere piccola, ma è costante, e agisce sempre in una direzione, mentre le forze dell’antiragione si distruggono l’una l’altra in una sterile lotta. Perciò ogni orgia di irrazionalismo rafforza alla fine gli amici della ragione, e dimostra ancora una volta che sono essi gli unici amici dell’umanità”.
Già...mi piacerebbe che fosse così, ma non lo è. Intanto la ragione ha bisogno di argomenti, di comunicazione, di dialogo interiore e pubblico, soprattutto di tempo, mentre la violenza che impone credenze e dogmi è rapida, efficace, apprezzata e spietata; perciò quel “lungo andare” che Galileo richiede, quel “alla fine” che prevede Russell, disegnano un orizzonte temporale che non sarà concesso.
Inoltre la ragione è fallace, limitata dal dubbio e dall’illimitatezza dell’argomentazione; ogni argomentazione non può che essere incompleta e infondata: è una ragione umana, non olimpica. Ciò che può richiedere, come sostiene Russell,al massimo è un comportamento scettico: “sarebbe opportuno non prestar fede a una proposizione fino a quando non vi sia un fondato motivo per supporla vera”; e aggiunge: questo scetticismo “provocherebbe una diminuzione delle entrate dei chiaroveggenti, dei bookmaker, dei vescovi e di tutte quelle altre persone che vivono sulle speranze irrazionali di coloro che non hanno fatto nulla per meritarsi una buona sorte in questo o nell’altro mondo”
Provocherebbe, ad esempio, la crisi dei partiti politici, che dovrebbero convincere (non persuadere) della validità delle loro proposte; spegnerebbe la maggior parte dei programmi televisivi e trasformerebbe i social network in silenziosi deserti; spengerebbe quel ripugnante chiacchiericcio quotidiano di ignoranti presuntuosi che pontificano su tutto. Impareremmo a tacere e a pensare, prima di parlare.
Ma così non sarà, anzi: a tacere saranno proprio quelli che ragionano.

P.s. : questo luogo virtuale, questo surrogato di agorà, dovrebbe proprio servire a far incontrare i solitari che ragionano, per formare quella comunità di liberi pensatori della cui mancanza il mondo soffre. E anch’io. Dunque: dove siete, se ci siete?
tiziano
 
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