fragmenta II

Ed ora rilassatevi,chiudete gli occhi,aprite la mente e lasciate volare liberi i vostri pensieri,le vostre riflessioni filosofiche...

fragmenta II

Messaggioda tiziano il 10/02/2019, 11:49

Quando – erano gli anni ’50 e ’60 dello scorso secolo – i primi cronisti televisivi cominciarono ad insinuarsi tra la gente per chiedere le opinioni delle persone, suscitavano sempre negli interpellati imbarazzate reazioni, goffi tentativi di schernirsi sottraendosi all’esibizione davanti ad invisibile e misterioso pubblico, borbottii in bilico tra la lingua italiana e i dialetto; comportamenti piuttosto naif di chi non è avvezzo alla novità comunicativa, perciò non sa ben che fare e teme errori, intrusioni e beffe. Ben diversamente avviene ora che la finzione televisiva fagocita la realtà e corrompe gli animi, che hanno ormai abbandonato ogni ritegno. Ci si protende verso quel pubblico ormai consueto che si sa esistere oltre la telecamera (e ora la webcam) con smodata, volgare teatralità, si parla, si grida, si giudica, si sentenzia, si sciorinano vizi, miserie, drammi in triviali confessioni che dovrebbero umiliare ed invece esaltano, con l’unica ricompensa di un effimero attimo di notorietà. Importante è apparire, e per apparire si è disposti persino al degrado morale. Situazione amplificata dai cosiddetti media "social", che hanno trasformato la comunicazione in un pulviscolo di parole e immagini,una rissa e ressa di chiacchiere in gran parte inutili, talvolta perniciose.
Se si può essere indulgenti con l’uomo qualunque che sgomita per sfuggire almeno un momento alla propria anonima esistenza, si deve invece essere indignati per la tracotanza degli intellettuali che si ingegnano a presentarsi in video - ed ora anche a postare - a pontificare su tutto.
Come valutare questo fenomeno? Potrebbe darsi che la soppressione dell’individuo operata dalla società contemporanea esiga la compensazione narcisistica di tale esibizionismo collettivo: un modo piuttosto ingenuo ma appagante per presumere di esistere.

p.s. questa mia nota non è recente, peciò dovrebbe essere aggiornata: indulgenza verso l'uomo qualunque che chiacchiera per dimostrare che esiste, indignazione per l'intellettuale che esibendosi travolge la propria funzione; ma ora abbiamo sul proscenio il "politico", che imperversa frettolosamente, sinteticamente, pericolosamente, stupidamente. Non è che mi interessi molto, tuttavia per coerenza argomentativa bisognerà che un po' ci pensi
tiziano
 
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