Tiz rispondo un attimo velocemente a te per spiegarti meglio la differenza tra amor proprio e amor di sé che è appunto un concetto rousseauiano, poi ritorno al mio studio che tra qualche giorno mi laureo finalmente

e poi riprenderò a dedicarmi di più a voi e al sito che ultimamente ho un pò trascurato

ma sappiate che son ancora viva e anche quando vado di corsa vi leggo sempre con estremo piacere.
Ritornando a noi:
La prima grande differenza da tenere presente per capire questi due concetti è che per il Rousseau l'amor di sè è un sentimento naturale presente nell'uomo in sè, allo stato di nautra, l'amor proprio è invece un sentimento artificiale ed è presente solo nell'uomo sociale.

Secondo la critica rousseauiana, Barbara Carnevali,(che io adoro e di cui ho sentito varie conferenze) l’amore di sé e l’amor proprio sono come maschere di un antica rappresentazione che si contendono il possesso dell’anima umana. La natura infatti ha dispensato a tutti i viventi l’istinto di conservazione: ciò vale per l’uomo come per gli animali. Questo istinto di conservazione si riflette nel sentimento dell’uomo naturale come amor di sé , amore del proprio essere. E’ una passione primitiva, innata anteriore ad ogni altra, nasce con l’uomo e l’accompagna fino alla sua morte. Il sentiment de l’existence pertanto è un sentimento consustanziale alla vita biologica. L’amour de soi è definibile anche come una voce interiore che guida con sicurezza l’individuo nel mondo, rivelandogli in modo chiaro e distinto ciò
che serve alla sua sopravvivenza e al suo benessere. L’amor di sé, inoltre, derivandoci direttamente da madre natura è sempre buono perché conforme all’ordine della natura stessa, e diretto dalla ragione e mitigato dalla pietà naturale, porta l’uomo a confrontarsi e a giudicarsi solo con se stesso producendo le virtù umane. L’amour propre , al contrario, ha bisogno degli altri persino per l’aspetto più originario della vita, la certezza di esistere e di provare sentimenti e desideri, ed è la forma di schiavitù per eccellenza, l’archetipo dell’alienazione come perdita di libertà. L’amor proprio nascendo infatti solo dal confronto con l’altro, emerge solo in società,quando l’io, pensandosi come uno tra molti, comincia ad affidare la consapevolezza di sé alla testimonianza delle altre coscienze. L’ amor proprio potrebbe essere banalmente descritto come la passione dell’individualismo, dell’egoismo, del narcisismo. Esso è per Rousseau il principio della psicologia dell’ homme artificiel. Infatti solo con l'entrata in società ed il confronto con gli altri secondo Rousseau il dolce e pacifico amor di sè si è trasformato nel feroce amor proprio sentimento che porta l'uomo a dipendere sempre dal giudizio e dall'opinione altrui e quindi a vivere non più in se e per se ma sempre hose de soi, fuori di se.
Spero di averti chiarito un po' le idee Tiz.
Un abbraccio a tutti miei philosophy lovers a prestissimo!!
Airali